Filippo Pittalà  
Residente in Europa
        Intervista  pubblicata su la Repubblica
  Cell  336-910280 

           

  

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 Le metafore nella ristorazione

  • IL miglior  medico per un  MORIBONDO

Vi era un una persona che con il suo duro lavoro, ha fatto un pò di soldi, ma come molti che si  arricchiscono, senza aver la cultura del  denaro e di come farne ben  uso, fini  che un giorno si ammalò gravemente.

Decise  allora di chiamare  uno dei suoi inservienti, e le disse;    cerca uno  dei migliori medici in modo che possa curarmi da questa grave malattia  che mi affligge.

L'inserviente  facendo ricerche ed  informandosi, trovò un buon medico, che a detta di molti  aveva nella sua professione, ottenuto molti buoni e soddisfacenti  risultati e salvato molte persone.

Ma il moribondo, al momento di dare fiducia a questo medico, preferì dare fiducia ai suoi inservienti,
sia per farsi diagnosticare  la malattia, sia per le cure  che avrebbe dovuto  applicare. 

Il  risultato fù che  in poco tempo, il paziente morì.


  • L'improvvisato ristoratore

Un  imprenditore, di tutt'altro settore, mette su un ristorante, investì in  arredi, attrezzature, impianti,  macchinari, ed ecco  che apre bottega.
 
Passa il primo mese  e incomincia come da aspettative  a rimetterci, passa il secondo, il terzo mese  e cosi via fin tanto che si rende conto, che sta rimettendo tanti soldi, ma non si arrende, anziché chiamare un esperto del settore, decide di continuare a fare di testa sua, l'ha sempre fatto  è sempre riuscito  nelle altre imprese dove aveva conoscenza. E si chiede  cosa ha questa che io non riuscirei a fare ? 
 
Cosi facendo incominciò a pensare che necessitava innazitutto risparmiare. Magari iniziando dal personale  e cosi  facendo inizia a prendere  personale straniero, che di ristorazione magari o forse conoscono solo il nome. 
Altro personale che assume sono amici  e conoscenti, anche loro, non importa  se si aggiornano  se partecipano a corsi , convegni, conferenze  oppure se  fanno del loro lavoro lo scopo della loro vita, l'importante è che facciano  le cose come voglio io, anche se sono sbagliate.
 Io sono  il capo, non l'investitore.  In quanto  sentirsi il capo è importante.

Poi inizia a ridurre le ore di apertura, non serve tenere aperto, il cuoco basta che arriva alle 11,00 o alle 11,30 tanto noi facciamo tutto espresso.  Riduce le ore di apertura, per risparmiare nel personale. 
A tavola mette  tovaglioli di carta, malgrado si tratta di una struttura storica,   però lui pensa che deve risparmiare. 
Ma il tutto va da male in peggio, e non capisce perchè?

Non si rende conto, che deve investire, in  formazione e professionalità.
 
E cosi è andato avanti ancora un pò, incominciò a non  riuscire a pagare l'affitto, le spese aumentavano  i fornitori 
erano sempre a reclamare i pagamenti e alla fine,  ha dovuto chiudere, pieno di debiti.
 
Il tutto per risparmiare, e decidere  di NON  investire   su personale preparato e qualificato.
Questa è il traguardo e il destino, di tutti coloro, che pensano, che fare ristorazione significa portare piatti a tavola.